CLASSE ENERGETICA: COSA SIGNIFICA E COME MIGLIORARLA
Quando compriamo o affittiamo una casa, prima o poi ci imbattiamo nella sua classe energetica: A4, A3, A2, B, C… fino alle classi più basse.
Ma cosa significa davvero quella lettera? E soprattutto: quanto consuma una casa di classe A rispetto a una di classe G?
Partiamo da un concetto importante: la classe energetica non è semplicemente un voto dato alla casa. È il risultato di una valutazione delle sue prestazioni energetiche, cioè di quanta energia serve, in condizioni standard, per garantire determinati servizi all'interno dell'abitazione.
Tra questi ci sono principalmente il riscaldamento, la produzione di acqua calda sanitaria, il raffrescamento estivo e, in determinate valutazioni, altri servizi energetici dell'edificio.
La prestazione viene espressa attraverso un indicatore, normalmente in kilowattora per metro quadrato all'anno, indicato come kWh/m² anno.
Questo valore è molto importante perché ci permette di confrontare abitazioni di dimensioni diverse.
Ma cosa significa davvero quella lettera? E soprattutto: quanto consuma una casa di classe A rispetto a una di classe G?
Partiamo da un concetto importante: la classe energetica non è semplicemente un voto dato alla casa. È il risultato di una valutazione delle sue prestazioni energetiche, cioè di quanta energia serve, in condizioni standard, per garantire determinati servizi all'interno dell'abitazione.
Tra questi ci sono principalmente il riscaldamento, la produzione di acqua calda sanitaria, il raffrescamento estivo e, in determinate valutazioni, altri servizi energetici dell'edificio.
La prestazione viene espressa attraverso un indicatore, normalmente in kilowattora per metro quadrato all'anno, indicato come kWh/m² anno.
Questo valore è molto importante perché ci permette di confrontare abitazioni di dimensioni diverse.
Immaginiamo una casa a schiera di 120 metri quadrati a Pisa, costruita qualche decennio fa e successivamente ristrutturata.
Supponiamo che abbia un involucro edilizio discreto, una caldaia a gas per il riscaldamento e l'acqua calda e dei normali condizionatori per l'estate.
A seconda delle caratteristiche dell'edificio, potremmo avere una prestazione energetica, per esempio, nell'ordine di 100-150 kWh per metro quadrato all'anno.
Attenzione: questo numero non significa automaticamente che la famiglia spenderà quella cifra in bolletta, né che consumerà esattamente quella quantità di energia.
È una valutazione standardizzata, utilizzata per descrivere le caratteristiche energetiche dell'edificio.
Per capire la differenza, immaginiamo invece di intervenire sulla stessa casa portandola a una prestazione di circa 40 kWh/m² anno.
Su 120 metri quadrati, passiamo indicativamente da 12.000-18.000 kWh all'anno a circa 4.800 kWh.
È una differenza enorme.
Ma come si ottiene?
Supponiamo che abbia un involucro edilizio discreto, una caldaia a gas per il riscaldamento e l'acqua calda e dei normali condizionatori per l'estate.
A seconda delle caratteristiche dell'edificio, potremmo avere una prestazione energetica, per esempio, nell'ordine di 100-150 kWh per metro quadrato all'anno.
Attenzione: questo numero non significa automaticamente che la famiglia spenderà quella cifra in bolletta, né che consumerà esattamente quella quantità di energia.
È una valutazione standardizzata, utilizzata per descrivere le caratteristiche energetiche dell'edificio.
Per capire la differenza, immaginiamo invece di intervenire sulla stessa casa portandola a una prestazione di circa 40 kWh/m² anno.
Su 120 metri quadrati, passiamo indicativamente da 12.000-18.000 kWh all'anno a circa 4.800 kWh.
È una differenza enorme.
Ma come si ottiene?
Da cosa dipende la classe energetica?
Il primo elemento è l'involucro dell'edificio.
Pareti, tetto, pavimento, finestre e porte determinano quanta energia viene dispersa durante l'inverno e quanta ne entra durante l'estate.
Una casa con pareti ben isolate e serramenti performanti ha bisogno di meno energia per mantenere una temperatura confortevole.
Il secondo elemento è rappresentato dagli impianti.
Una vecchia caldaia può avere un rendimento molto diverso rispetto a una moderna pompa di calore.
E poi ci sono i sistemi di regolazione: termostati, cronotermostati, valvole, controllo della temperatura e, negli edifici più evoluti, sistemi di gestione automatica.
Un terzo elemento è la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Pensiamo, per esempio, al fotovoltaico installato sul tetto.
Se la nostra casa a Pisa dispone di un impianto fotovoltaico, una parte dell'energia elettrica necessaria può essere prodotta direttamente sul posto.
Questo può migliorare sensibilmente la prestazione energetica dell'edificio, anche se bisogna distinguere tra energia prodotta ed energia effettivamente consumata.
E il clima di Pisa conta?
Assolutamente sì.
Una casa a Pisa non ha le stesse esigenze energetiche di una casa a Milano o in montagna.
In Toscana gli inverni sono generalmente meno rigidi, ma l'estate può essere molto impegnativa dal punto di vista del raffrescamento.
Per questo, quando miglioriamo una casa, non dobbiamo pensare soltanto all'inverno.
Un ottimo isolamento può ridurre le dispersioni invernali, ma è altrettanto importante controllare quanto calore entra nell'abitazione durante l'estate.
Qui diventano fondamentali elementi come l'orientamento delle finestre, le schermature solari, le persiane, le tende esterne e la possibilità di ventilare naturalmente gli ambienti.
Pareti, tetto, pavimento, finestre e porte determinano quanta energia viene dispersa durante l'inverno e quanta ne entra durante l'estate.
Una casa con pareti ben isolate e serramenti performanti ha bisogno di meno energia per mantenere una temperatura confortevole.
Il secondo elemento è rappresentato dagli impianti.
Una vecchia caldaia può avere un rendimento molto diverso rispetto a una moderna pompa di calore.
E poi ci sono i sistemi di regolazione: termostati, cronotermostati, valvole, controllo della temperatura e, negli edifici più evoluti, sistemi di gestione automatica.
Un terzo elemento è la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Pensiamo, per esempio, al fotovoltaico installato sul tetto.
Se la nostra casa a Pisa dispone di un impianto fotovoltaico, una parte dell'energia elettrica necessaria può essere prodotta direttamente sul posto.
Questo può migliorare sensibilmente la prestazione energetica dell'edificio, anche se bisogna distinguere tra energia prodotta ed energia effettivamente consumata.
E il clima di Pisa conta?
Assolutamente sì.
Una casa a Pisa non ha le stesse esigenze energetiche di una casa a Milano o in montagna.
In Toscana gli inverni sono generalmente meno rigidi, ma l'estate può essere molto impegnativa dal punto di vista del raffrescamento.
Per questo, quando miglioriamo una casa, non dobbiamo pensare soltanto all'inverno.
Un ottimo isolamento può ridurre le dispersioni invernali, ma è altrettanto importante controllare quanto calore entra nell'abitazione durante l'estate.
Qui diventano fondamentali elementi come l'orientamento delle finestre, le schermature solari, le persiane, le tende esterne e la possibilità di ventilare naturalmente gli ambienti.
Come possiamo migliorare la classe energetica?
Non esiste una soluzione universale.
La prima cosa da fare è capire dove la casa sta consumando o disperdendo più energia.
Un buon punto di partenza è l'APE, l'Attestato di Prestazione Energetica.
L'APE contiene la classe energetica e una serie di informazioni sulla prestazione dell'immobile, oltre a indicare possibili interventi migliorativi.
Per la nostra casa a schiera di Pisa, potremmo immaginare una serie di interventi.
Per esempio, migliorare l'isolamento del tetto, soprattutto se abbiamo locali direttamente sotto la copertura.
Oppure intervenire sulle pareti esterne.
Un altro intervento importante può essere la sostituzione dei serramenti, ma attenzione: cambiare soltanto le finestre non significa necessariamente risolvere tutti i problemi energetici della casa.
Possiamo poi sostituire un vecchio generatore con una pompa di calore più efficiente, eventualmente abbinata a un impianto fotovoltaico.
E possiamo migliorare la regolazione dell'impianto, evitando di riscaldare o raffrescare inutilmente gli ambienti.
La prima cosa da fare è capire dove la casa sta consumando o disperdendo più energia.
Un buon punto di partenza è l'APE, l'Attestato di Prestazione Energetica.
L'APE contiene la classe energetica e una serie di informazioni sulla prestazione dell'immobile, oltre a indicare possibili interventi migliorativi.
Per la nostra casa a schiera di Pisa, potremmo immaginare una serie di interventi.
Per esempio, migliorare l'isolamento del tetto, soprattutto se abbiamo locali direttamente sotto la copertura.
Oppure intervenire sulle pareti esterne.
Un altro intervento importante può essere la sostituzione dei serramenti, ma attenzione: cambiare soltanto le finestre non significa necessariamente risolvere tutti i problemi energetici della casa.
Possiamo poi sostituire un vecchio generatore con una pompa di calore più efficiente, eventualmente abbinata a un impianto fotovoltaico.
E possiamo migliorare la regolazione dell'impianto, evitando di riscaldare o raffrescare inutilmente gli ambienti.
Ma qual è l'intervento più conveniente?
Questa è probabilmente la domanda più importante.
La risposta è: dipende dalla casa.
Un intervento molto costoso non è automaticamente il migliore.
Per esempio, se una casa perde moltissimo calore dal tetto, potrebbe essere più conveniente intervenire prima sull'isolamento che installare semplicemente un impianto di riscaldamento più potente.
Se invece l'involucro è già efficiente ma abbiamo una vecchia caldaia, la sostituzione del generatore potrebbe avere un peso maggiore.
Ecco perché sarebbe sbagliato scegliere gli interventi guardando soltanto la classe energetica.
La classe ci dice quanto è performante la casa nel suo complesso, ma per decidere come migliorarla bisogna analizzare l'edificio, preferibilmente con una diagnosi energetica.
La risposta è: dipende dalla casa.
Un intervento molto costoso non è automaticamente il migliore.
Per esempio, se una casa perde moltissimo calore dal tetto, potrebbe essere più conveniente intervenire prima sull'isolamento che installare semplicemente un impianto di riscaldamento più potente.
Se invece l'involucro è già efficiente ma abbiamo una vecchia caldaia, la sostituzione del generatore potrebbe avere un peso maggiore.
Ecco perché sarebbe sbagliato scegliere gli interventi guardando soltanto la classe energetica.
La classe ci dice quanto è performante la casa nel suo complesso, ma per decidere come migliorarla bisogna analizzare l'edificio, preferibilmente con una diagnosi energetica.
Classe energetica e bolletta non sono la stessa cosa
Questo equivoco è molto comune.
Una casa di classe A non significa necessariamente che il proprietario pagherà una bolletta bassissima.
E una casa di classe G non significa necessariamente che spenderà sempre tantissimo.
Perché la bolletta reale dipende anche da come viene utilizzata la casa.
Quante persone ci abitano? A quale temperatura viene impostato il riscaldamento? Quanto viene utilizzato il climatizzatore? Quanta acqua calda viene consumata? Quanto costa l'energia?
Tutti questi fattori fanno la differenza.
La classe energetica, invece, serve soprattutto a descrivere la prestazione energetica dell'edificio secondo una metodologia standardizzata.
Quindi, cosa dobbiamo ricordare?
Quando guardiamo la classe energetica di una casa, non limitiamoci alla lettera.
Guardiamo anche l'indice di prestazione energetica, le caratteristiche dell'involucro, gli impianti presenti e gli interventi consigliati nell'APE.
E soprattutto ricordiamo che una casa energeticamente efficiente non è soltanto una casa che consuma meno.
È una casa che riesce a garantire comfort, temperatura stabile e qualità dell'ambiente interno, utilizzando meno energia.
Nel caso della nostra casa a schiera a Pisa, il percorso potrebbe quindi essere questo: prima analizziamo l'edificio, poi individuiamo le principali dispersioni e i consumi, valutiamo gli interventi sull'involucro e sugli impianti e, dove conveniente, integriamo le fonti rinnovabili.
L'obiettivo finale non è semplicemente passare, per esempio, dalla classe C alla classe A.
L'obiettivo è avere una casa più efficiente, più confortevole e meno dipendente dall'energia acquistata, facendo investimenti realmente utili e proporzionati alle caratteristiche dell'immobile.
Per ottenere questi obiettivi è fondamentale rivolgersi ad un architetto esperto in riqualificazione energetica per individuare la migliore strategia per la propria abitazione.
Contattaci per una consulenza!
Una casa di classe A non significa necessariamente che il proprietario pagherà una bolletta bassissima.
E una casa di classe G non significa necessariamente che spenderà sempre tantissimo.
Perché la bolletta reale dipende anche da come viene utilizzata la casa.
Quante persone ci abitano? A quale temperatura viene impostato il riscaldamento? Quanto viene utilizzato il climatizzatore? Quanta acqua calda viene consumata? Quanto costa l'energia?
Tutti questi fattori fanno la differenza.
La classe energetica, invece, serve soprattutto a descrivere la prestazione energetica dell'edificio secondo una metodologia standardizzata.
Quindi, cosa dobbiamo ricordare?
Quando guardiamo la classe energetica di una casa, non limitiamoci alla lettera.
Guardiamo anche l'indice di prestazione energetica, le caratteristiche dell'involucro, gli impianti presenti e gli interventi consigliati nell'APE.
E soprattutto ricordiamo che una casa energeticamente efficiente non è soltanto una casa che consuma meno.
È una casa che riesce a garantire comfort, temperatura stabile e qualità dell'ambiente interno, utilizzando meno energia.
Nel caso della nostra casa a schiera a Pisa, il percorso potrebbe quindi essere questo: prima analizziamo l'edificio, poi individuiamo le principali dispersioni e i consumi, valutiamo gli interventi sull'involucro e sugli impianti e, dove conveniente, integriamo le fonti rinnovabili.
L'obiettivo finale non è semplicemente passare, per esempio, dalla classe C alla classe A.
L'obiettivo è avere una casa più efficiente, più confortevole e meno dipendente dall'energia acquistata, facendo investimenti realmente utili e proporzionati alle caratteristiche dell'immobile.
Per ottenere questi obiettivi è fondamentale rivolgersi ad un architetto esperto in riqualificazione energetica per individuare la migliore strategia per la propria abitazione.
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