BATTERIA DI ACCUMULO: CONVIENE? ESEMPI REALI
Negli ultimi anni le batterie di accumulo sono diventate uno degli argomenti più discussi nel mondo del fotovoltaico. Ma la domanda che tutti si fanno è sempre la stessa:
Conviene davvero installare una batteria?
La risposta è: dipende. Non esiste un sì o un no valido per tutti. Dipende dai consumi della famiglia, da quando si utilizza l'energia e soprattutto da come viene dimensionato l'impianto fotovoltaico completo di batteria di accumulo.
Vediamo due casi concreti, prendendo come esempio una famiglia di tre persone che vive in una casa indipendente nella provincia di Pisa.
Conviene davvero installare una batteria?
La risposta è: dipende. Non esiste un sì o un no valido per tutti. Dipende dai consumi della famiglia, da quando si utilizza l'energia e soprattutto da come viene dimensionato l'impianto fotovoltaico completo di batteria di accumulo.
Vediamo due casi concreti, prendendo come esempio una famiglia di tre persone che vive in una casa indipendente nella provincia di Pisa.
Caso A: la batteria NON conviene
Immaginiamo una famiglia composta da due adulti e un bambino.
Hanno un impianto fotovoltaico, sito a Cascina (PI), da 6 kilowatt, installato sul tetto con una buona esposizione a sud.
I consumi annuali sono circa 4.200 kWh.
Entrambi i genitori lavorano prevalentemente da casa in smart working e molti elettrodomestici, come lavatrice, lavastoviglie e pompa di calore per l'acqua calda, vengono utilizzati durante il giorno.
In questa situazione l'autoconsumo diretto è già molto elevato: circa il 55/60% dell'energia prodotta viene utilizzata immediatamente.
L'energia in eccesso viene immessa in rete e valorizzata tramite il meccanismo previsto dal GSE.
Se aggiungessimo una batteria da circa 10 kWh, il costo dell'investimento sarebbe intorno ai 6.000 euro, installazione compresa.
Quanto farebbe risparmiare?
In questo caso la batteria aumenterebbe l'autoconsumo, ma solo di circa 1.000 kWh all'anno.
Considerando un costo dell'energia acquistata di circa 0,30 €/kWh, il risparmio lordo sarebbe circa 300 euro all'anno.
Ma bisogna considerare che quei 1.000 kWh oggi vengono già ceduti alla rete e hanno comunque un valore economico.
Il beneficio reale si riduce quindi a circa 180/220 euro all'anno.
Con questi numeri il tempo di ritorno supera abbondantemente i 25 anni, cioè oltre la vita utile economica della batteria.
In questo caso la conclusione è semplice:
la batteria non conviene.
È molto più intelligente investire in un buon impianto fotovoltaico e spostare il più possibile i consumi durante le ore di produzione.
Immaginiamo una famiglia composta da due adulti e un bambino.
Hanno un impianto fotovoltaico, sito a Cascina (PI), da 6 kilowatt, installato sul tetto con una buona esposizione a sud.
I consumi annuali sono circa 4.200 kWh.
Entrambi i genitori lavorano prevalentemente da casa in smart working e molti elettrodomestici, come lavatrice, lavastoviglie e pompa di calore per l'acqua calda, vengono utilizzati durante il giorno.
In questa situazione l'autoconsumo diretto è già molto elevato: circa il 55/60% dell'energia prodotta viene utilizzata immediatamente.
L'energia in eccesso viene immessa in rete e valorizzata tramite il meccanismo previsto dal GSE.
Se aggiungessimo una batteria da circa 10 kWh, il costo dell'investimento sarebbe intorno ai 6.000 euro, installazione compresa.
Quanto farebbe risparmiare?
In questo caso la batteria aumenterebbe l'autoconsumo, ma solo di circa 1.000 kWh all'anno.
Considerando un costo dell'energia acquistata di circa 0,30 €/kWh, il risparmio lordo sarebbe circa 300 euro all'anno.
Ma bisogna considerare che quei 1.000 kWh oggi vengono già ceduti alla rete e hanno comunque un valore economico.
Il beneficio reale si riduce quindi a circa 180/220 euro all'anno.
Con questi numeri il tempo di ritorno supera abbondantemente i 25 anni, cioè oltre la vita utile economica della batteria.
In questo caso la conclusione è semplice:
la batteria non conviene.
È molto più intelligente investire in un buon impianto fotovoltaico e spostare il più possibile i consumi durante le ore di produzione.
Caso B: la batteria conviene
Vediamo ora una situazione diversa.
Sempre una famiglia di tre persone, a Cascina, sempre nella provincia di Pisa. Questa volta però entrambi lavorano fuori casa.
L'abitazione è completamente elettrica, con pompa di calore per riscaldamento e raffrescamento, piano a induzione e auto elettrica utilizzata tutti i giorni.
L'impianto fotovoltaico è sempre da 6 kW, ma durante il giorno la casa è quasi vuota.
L'autoconsumo diretto è soltanto del 25/30%.
Gran parte dell'energia prodotta viene ceduta alla rete, mentre la sera, quando tutta la famiglia rientra, si acquista energia dalla rete a un prezzo molto più elevato.
Qui entra in gioco la batteria.
Installando un accumulo ben dimensionato, ad esempio da 10 kWh, è possibile aumentare l'autoconsumo fino al 70/75%.
L'energia prodotta durante il giorno viene immagazzinata e utilizzata la sera per alimentare illuminazione, cucina, elettrodomestici e, in parte, la ricarica dell'auto.
In questo caso la batteria di accumulo permette di utilizzare direttamente circa 2.500 kWh in più all'anno.
Il beneficio economico netto può arrivare a circa 550/650 euro ogni anno, tenendo conto sia del minor acquisto di energia sia della minore convenienza della cessione alla rete.
Con un costo installato intorno ai 6.000 euro, il tempo di ritorno dell'investimento scende a circa 10/12 anni (senza contare gli incentivi fiscali che possono dimezzare il tempo di ritorno).
Considerando una vita utile della batteria di circa 15 anni, l'investimento può risultare economicamente interessante, soprattutto se il prezzo dell'energia continuerà a crescere nei prossimi anni.
Vediamo ora una situazione diversa.
Sempre una famiglia di tre persone, a Cascina, sempre nella provincia di Pisa. Questa volta però entrambi lavorano fuori casa.
L'abitazione è completamente elettrica, con pompa di calore per riscaldamento e raffrescamento, piano a induzione e auto elettrica utilizzata tutti i giorni.
L'impianto fotovoltaico è sempre da 6 kW, ma durante il giorno la casa è quasi vuota.
L'autoconsumo diretto è soltanto del 25/30%.
Gran parte dell'energia prodotta viene ceduta alla rete, mentre la sera, quando tutta la famiglia rientra, si acquista energia dalla rete a un prezzo molto più elevato.
Qui entra in gioco la batteria.
Installando un accumulo ben dimensionato, ad esempio da 10 kWh, è possibile aumentare l'autoconsumo fino al 70/75%.
L'energia prodotta durante il giorno viene immagazzinata e utilizzata la sera per alimentare illuminazione, cucina, elettrodomestici e, in parte, la ricarica dell'auto.
In questo caso la batteria di accumulo permette di utilizzare direttamente circa 2.500 kWh in più all'anno.
Il beneficio economico netto può arrivare a circa 550/650 euro ogni anno, tenendo conto sia del minor acquisto di energia sia della minore convenienza della cessione alla rete.
Con un costo installato intorno ai 6.000 euro, il tempo di ritorno dell'investimento scende a circa 10/12 anni (senza contare gli incentivi fiscali che possono dimezzare il tempo di ritorno).
Considerando una vita utile della batteria di circa 15 anni, l'investimento può risultare economicamente interessante, soprattutto se il prezzo dell'energia continuerà a crescere nei prossimi anni.
La batteria non è un accessorio da installare automaticamente insieme al fotovoltaico.
È uno strumento che funziona bene solo quando risolve un problema preciso: quello di produrre energia quando non siamo in casa e consumarla quando il sole è ormai tramontato.
Prima di decidere bisogna sempre analizzare:
- quanta energia consumiamo ogni anno;
- in quali orari la consumiamo;
- quanta energia il fotovoltaico produce realmente;
- quanto autoconsumo abbiamo già senza batteria;
- e soprattutto scegliere una batteria correttamente dimensionata.
Una batteria troppo grande rischia di rimanere spesso inutilizzata, mentre una troppo piccola potrebbe non offrire i benefici attesi.
Il consiglio è quindi semplice: non chiedete se la batteria conviene in generale, ma se conviene nel vostro caso specifico.
Un'analisi tecnica personalizzata, fatta da un architetto o da un tecnico specializzato in riqualificazione energetica, è l'unico modo per capire se state facendo un investimento intelligente oppure se rischiate di spendere migliaia di euro senza ottenere un reale vantaggio.
Se avete un impianto fotovoltaico a Pisa e volete capire se una batteria potrebbe essere conveniente per la vostra abitazione contattateci senza impegno per un prima consulenza gratuita.
Da oggi è disponibile su Amazon la nostra Guida pratica per l'installazione fotovoltaica residenziale senza problemi.
Il consiglio è quindi semplice: non chiedete se la batteria conviene in generale, ma se conviene nel vostro caso specifico.
Un'analisi tecnica personalizzata, fatta da un architetto o da un tecnico specializzato in riqualificazione energetica, è l'unico modo per capire se state facendo un investimento intelligente oppure se rischiate di spendere migliaia di euro senza ottenere un reale vantaggio.
Se avete un impianto fotovoltaico a Pisa e volete capire se una batteria potrebbe essere conveniente per la vostra abitazione contattateci senza impegno per un prima consulenza gratuita.
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